La superstizione dei numeri

Molte superstizioni riguardano i numeri 3 e 13. Per esempio, non si può passare sotto una scala e questa è una superstizione legata al numero 3. Il triangolo formato dal muro, dalla scala e dal pavimento evoca il triangolo sacro che rappresenta Dio, perciò è vietato romperlo. La superstizione legata al numero 13 ha la sua origine nella religione, proviene dalla celebrazione dell’ultima Pasqua, dove Gesù e gli apostoli erano in 13 intorno alla tavola. Tutti conoscono gli avvenimenti tragici che ne seguirono: Gesù fu tradito da Giuda e consegnato ai Romani. Quando ci si trova in 13 a tavola si dice che il tredicesimo commensale morirà entro l’anno come è accaduto a Cristo. Negli Stati Uniti i grattacieli non hanno il tredicesimo piano, passano direttamente dal dodicesimo al quattordicesimo. Negli hotel è molto raro trovare una stanza n. 13, la stessa cosa nei teatri dove non esiste la poltrona n. 13. La negatività o meglio l’ansia causata dal numero 13 aumenta, secondo la credenza popolare, quando si tratta di un venerdì. Questa superstizione legata al venerdì è anch’essa legata alla Chiesa cattolica che presenta il venerdì come il giorno in cui Gesù è stato crocifisso. Dunque, l’effetto del 13 e quello del venerdì si sommano nel “venerdì 13”. Questa credenza nel venerdì 13 è ben radicata nello spirito della gente e manipolata ad arte per fini commerciali. In quel giorno i rivenditori di biglietti delle lotterie incrementano sensibilmente le loro vendite. Al contrario, un recente sondaggio rivela che quando il 13 cade di venerdì i trasporti pubblici subiscono un calo di presenze di circa il 20%.

Altre superstizioni legate agli oggetti.

Il 15% dei Francesi porta sul collo un feticcio a forma di zampa di coniglio o di quadrifoglio, alcuni mettono gioielli di ambra o di agata a cui attribuiscono un potere benefico. Ci sono anche altre superstizioni che si possono citare: toccare il cappello di un marinaio o la giarrettiera di una sposa porta fortuna, vedere un grillo o un ragno di mattina porta male, di sera porta bene.

Psicologia delle superstizioni.

In realtà tutte queste credenze sono assurde e inconsistenti. Alla base di una superstizione c’è un falso ragionamento poiché la persona stabilisce una relazione di causa-effetto fra due avvenimenti che non hanno alcuna relazione fra loro. Faccio un esempio: incontrare un gatto nero significa fare un incidente. E’ possibile che in tempi passati qualcuno sia caduto dopo aver incontrato un gatto nero – era una semplice coincidenza, a meno che il gatto non si fosse cacciato fra le sue gambe facendolo cadere. Egli ha stabilito un legame fra questi due avvenimenti – il gatto e la caduta -: ne parla un po’ in giro e così nasce la superstizione. Le superstizioni sono sempre causate da generalizzazioni legate a semplici coincidenze. Esse rivelano la psicologia. Ecco che cosa dice Freud a questo proposito: “Vi lascio il compito di decidere se non ci siano motivi di pensare che lo stesso punto di vista si può applicare ai più clamorosi errori di giudizio commessi nella scienza e nella vita in generale. Solo gli spiriti ben equilibrati e dall’intelletto esercitato sono capaci di preservare l’immagine che percepiscono all’esterno dalla distorsione a cui essa è abitualmente soggetta durante il passaggio all’interno dell’individualità psichica di colui che percepisce.” Ritengo che lo spirito umano sia sempre alla ricerca del senso e della ragione delle cose. Di fronte a qualsiasi avvenimento ne cerca la spiegazione, se non ne trova una oggettiva, ne costruisce una di sana pianta ed è portato a pensare che l’evento abbia una causa irrazionale. Ecco la vera origine della superstizione. Dr. Adam Buapua.

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