Nemo nel Nautilus

Nemo vive in un Nautilus, una conchiglia con tante stanze. A mano a mano che cresce di statura, chiude la stanza che ha abitato fino a quel momento, la riempie di un liquido speciale e ne costruisce una nuova, più grande: è un lavoro di pazienza, ci impiega 29 giorni, un mese lunare. Gli è dispiaciuto chiudere la stanza dove si esercitava a suonare uno strumento buffo, un po’ pianoforte e un po’ organo come quelli che stanno in chiesa. E che peccato chiudere la piccola cucina! e la cameretta dove il suo gatto guardava i pesci da un forellino che sembrava l’oblò di un sommergibile e il salottino col divano tanto comodo per fare i pisolini… Ora è arrivato all’ultima stanza dove sono molti libri, un piccolo scrittoio e il mappamondo. Qui studia e conosce cose che gli altri bambini imparano a scuola o in strada insieme ai compagni, giocando e ridendo. Ma lui è un bambino solitario, preferisce sognare, a scuola non vuole andare, ha paura degli altri bambini, non sa che cos’è un gioco e com’è bello correre dietro al pallone. “E se crescerò di più? – pensa certe volte – se non ce la farò a entrare in questa stanza dei libri? Un’altra stanza non la posso costruire, questa è già troppo grande, la conchiglia non ce la farebbe a galleggiare. Che preoccupazioni, Nemo ha un faccino pallido, si guarda intorno… ma poi si dice che gli basterà smettere di crescere per restare ben protetto nel suo guscio e niente cambierà nella sua vita: i pesci, i bambini e i grandi non lo vedranno mai!

Pia Di Marco

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