L’inconscio collettivo

Voglio affrontare, questa volta, il problema dell’inconscio collettivo. Come indica il suo nome, l’inconscio collettivo è un’istanza molto profonda e accomuna, senza distinzioni di culture e paesi, tutti gli uomini. E’ un’eredità che ci hanno lasciato le generazioni che ci hanno preceduto, è il ricordo delle grandi esperienze e delle emozioni dei nostri antenati, è un luogo interiore che evochiamo dalla notte dei tempi e che ci rivela passato e presente. Parliamo, naturalmente, di una realtà oggettiva che riunisce in sé tutti gli esseri animati e inanimati, che è situata in una dimensione al di fuori dello spazio e del tempo e che costituisce contemporaneamente la memoria dell’umanità e l’anima stessa dell’universo. L’inconscio collettivo è una sorta di “sostanza superiore” a cui è legato il nostro inconscio personale: le nostre individualità stanno ad esso come rami al tronco dell’albero o, per usare un altro paragone, come le dita al dorso della mano. Numerosi fenomeni che accadono durante le manifestazioni della folla o nella psicologia di gruppo si spiegano proprio alla luce dell’inconscio collettivo e così le scoperte scientifiche che avvengono nello stesso momento in luoghi diversi del globo. Nel vasto dominio della parapsicologia l’inconscio collettivo entra in gioco attraverso la telepatia, il contatto fisico (per es. le preghiere collettive o gli eventi dove le persone si tengono per mano), la prefigurazione di un progetto o di qualcosa che ci si propone di fare. In particolare, avere la visione chiara e formata delle nostre azioni future è in realtà un pensiero affiorante dall’inconscio collettivo, una specie di “ stampa” che circola in varie copie nella mente di più persone. Questi pensieri giungono del tutto inattesi, l’inconscio collettivo conosce meglio di noi qual è il cammino più breve per la loro realizzazione. Grazie all’inconscio collettivo molte persone agiscono senza avere consapevolezza di quel che stanno facendo spinte, apparentemente, da un impulso che credono li riguardi in prima persona. Il che implica che i loro propositi già formati e visivamente dettagliati non sono frutto di una posizione soggettiva, manifestandosi contemporaneamente in altre persone (ma può anche accadere che un individuo non realizzi quel che ha immaginato, visto o prefigurato, in tal caso, su di lui ha avuto la meglio l’inconscio individuale). Vediamo dunque che l’inconscio collettivo ha una sfera potente ed efficace d’azione oggettivamente riscontrabile nelle aspirazioni e nei desideri degli uomini. Nei miti e nelle leggende di tutto il mondo sono forme ricorrenti (es. il diluvio, il peccato originale). Allo stesso modo, i grandi motivi figurativi trattati dagli artisti in epoche diverse e in diverse latitudini sono molto spesso l’emergere di contenuti dell’inconscio collettivo che chiameremo – occorre dirlo, finalmente – “archetipi”. Dr. Adam Buapua

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