L’essere umano

Non parlerò di null’altro che dell’essere umano quale veramente è, di voi e di me, della nostra vita e del nostro mondo, non di un Io in sé stesso o di un Essere in sé stesso. Voglio parlare dell’essere umano nel suo rapporto con se stesso, con gli altri, con il mondo e con Dio. Che cos’è l’uomo? Non a caso il testo biblico si apre con la domanda: “Uomo ( Adam ) dove sei ?”. La domanda rivolta da Dio ad Adam, che si era nascosto, è posta a ogni uomo in ogni tempo e in ogni luogo – all’uomo, che nascondendosi alla vista di Dio, si nasconde a se stesso.

Ecco dunque delinearsi un vero itinerario per la crescita, la maturità, l’autenticità, che si fonda sulla sapienza presente nella grande tradizione ebraica. L’uomo, per la sua crescita e per raggiungere  l’autenticità, deve innanzitutto tornare a se stesso (“va verso te stesso”), quindi ritrovare se stesso, raggiungere il proprio destino, risalire alla fonte. L’uomo deve, cioè, fare della propria vita un cammino rispondendo alla domanda: “Dove sei ?” senza tentativi di nascondimento o affermazioni di impotenza. Da questa prima tappa essenziale occorre prendere coscienza che sta davanti  all’uomo  una via particolare, sua propria: nessun tentativo di imitazione di ciò che è già stato percorso – sarebbe sterile ripetizione  – e nessuna pretesa che la propria via escluda ad altri la loro via: occorre scegliere la propria, e scegliere significa anche rinunciare.  Nell’al di là Dio non mi chiederà: “Perché  non sei stato Mosè ?”, bensì: “Perché non sei stato te stesso?”. Ognuno ha una sua via, deve perseguirla con risolutezza abbandonando la concezione della vita come accumulo di esperienza diverse: la decisione deve essere forte e risolutiva, senza tributi pagati al mito delle esperienze molteplici che produce solo dilettantismo.

 Qualunque sia  la via scelta, se essa è  la propria via e se la si persegue con fedeltà e perseveranza, alla fine si conosce la gioia, la bellezza, la pienezza, e quindi il cammino percorso può aprirsi a Dio.

Nel corso del cammino, grazie  alla  risolutezza  e alla fedeltà, per l’uomo è possibile, infatti, un’unificazione di tutto il suo essere, corpo e spirito. L’uomo è  un essere  diviso, contraddittorio, complicato, ma può conoscere il miracolo dell’interezza mettendo la propria volontà  in sinergia  con la forza divina che giace nelle sue profondità. Solo l’uomo unificato può compiere l’opera intera e non operare rammendi. Tutte le forze devono essere implicate nell’azione, tutte le componenti dell’essere umano, tutte le sue membra, altrimenti l’uomo resta scisso, schizofrenico. E’ necessario allora, per compiere l’opera grande, iniziare da se stessi, percorrere il cammino del ritorno e quindi  raggiungere gli altri uomini, con la coscienza che un uomo autentico contribuisce alla trasformazione del mondo solo attraverso la propria trasformazione. Il conflitto con gli altri ha sempre la radice in sé stessi.

Dott. Adam Buapua

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