La realtà sulle urne elettorali che scuotono il mondo occidentale


Ecco perché la Francia, il Belgio (gli occidentali in generale) rifiutano Felix Tshisekedi presidente eletto della RDC.

Felix Tshisekedi Tshilombo –  un figlio del Paese: accade per la prima volta nella RDC -, un vero congolese, che non ha dubbie origini come i suoi successori Kasavubu, Mobutu, Kabila. Sì,  un vero congolese finalmente al potere: è il panico nel mondo occidentale. Sì, è stato eletto democraticamente, secondo i risultati, è il vincitore delle elezioni presidenziali nella Repubblica Democratica del Congo, confermato dalla Corte Costituzionale (voglio sottolineare che la RDC è un paese sovrano). Ma Francia e Belgio stanno facendo tutto il possibile per impedirne l’insediamento. In complicità con l’Unione dei dittatori africani (AU), hanno fabbricato un burattino nella persona di “Fayulu” che ha stretto con loro contratti minerari – obiettivo: rimettere il ​​paese sotto l’influenza delle multinazionali.
Felix Tshisekedi, 5 ° presidente democraticamente eletto dai congolesi, ha detto prima dell’annuncio della commissione elettorale del Paese:

“Non ho alcuna ambizione di competere con mio padre (Etienne Tshisekedi, fondatore dell’Unione Democratica per lo Sviluppo, n.d.r.). È il mio maestro e non si compete con il proprio maestro. Farò del mio meglio per perpetuare il suo sogno, quello di uno stato di diritto, un Congo migliore, dove i nostri figli e le nostre figlie possano prosperare, a questo sto lavorando”.

Tshisekedi ha detto che renderà la lotta contro la povertà una “grande causa nazionale”. Mira, per esempio, ad aumentare il reddito medio per persona a 11,75 USD al giorno contro 1,25 USD oggi. “Questo è davvero il minimo che possiamo fare e il minimo che le persone si aspettano da noi”, ha detto durante un’intervista nella capitale, Kinshasa. Dice che il suo programma può essere eseguito su due mandati presidenziali – un termine di 10 anni – e costerà circa 86 miliardi di dollari.
 

Félix ha anche promesso di porre fine a tutti i pessimi accordi firmati tra la Francia e i suoi predecessori, che non favoriscono la crescita e lo sviluppo del suo Paese. La Repubblica Democratica del Congo ha abbondanza di rare risorse minerarie, dal Nord-Est al Sud-Est del Paese (coltan, diamanti, oro, rame, cobalto, zinco, manganese etc.etc.), risorse forestali e fauna selvatica (tra cui gorilla, okapis) terreni fertili immensi e molto ricchi, adatti all’agricoltura (caffè, tabacco, tè etc.etc.).

Il sottosuolo congolese abbonda di potenzialità minerarie eccezionali: 
– 20 miliardi di tonnellate di manganese
– 110 milioni di tonnellate di rame
– 10,5 milioni di tonnellate di cobalto
– 20 milioni di tonnellate di zinco
– 15 milioni di tonnellate di ferro
– 40 milioni di tonnellate di oro
– 150 milioni di tonnellate di minerali di niobio
– 730 milioni di tonnellate di carati di diamanti
– 750 mila tonnellate di cassiterite
– 175.500 tonnellate di litio

Oltre a queste ricchezze, s’aggiungono quasi quaranta altre materie prime ancora non quotate,  ad esempio: amblygonite, argento, argilla, bauxite, berillo, bismuto, cadmio, carbone, cromo, diatomite, stagno, gas metano, germanio, granito, gesso, marmo, monazite, nichel, fosfato, piombo, platino, pirite, sabbie asfaltiche, sale, salgemma, silice, talco, tantalio, tungsteno, uranio, vanadio, wolfram …

Secondo studi geologici effettuati negli ultimi anni, il sottosuolo della RDC contiene depositi di rame, argento cadmio, ma soprattutto concentrazioni di oro di portata eccezionale: gli esperti ritengono che la RDC sarà in futuro il motore economico dell’Africa e dell’Europa considerando solo la componente mineraria.

Il nichel è associato al  ferro per produrre acciai speciali utilizzati nelle industrie: locomotive, trattori, armi pesanti come i carri armati. La Repubblica Democratica del Congo è un produttore di stagno, il più grande produttore mondiale di diamanti industriali e di diamanti per gioiellerie nelle provincie di Kasai, Bandundu, nella Provincia Orientale e in quella Equatoriale.

La compagnia francese – senza parlare del Belgio occidentale e dei paesi africani – sfrutta massicciamente la RDC per la quale paga al governo tasse minime o inesistenti. Secondo una ONG, un’azienda francese gestisce grandi concessioni forestali come la Svizzera (40.000 km2) e ha controllato quasi il 60% del commercio di legname in questo Paese nel 2017.
 

Felix Tshisekedi vuole rinegoziare tutti gli accordi firmati tra il suo Paese e tutti i Paesi  occidentali a scapito del popolo congolese e questo ha fatto infuriare Macron, DIDIER REYNDERS. Anche se la RDC non era una colonia francese, la Francia non vuole rinunciare alla sua leadership perché la maggior parte delle sue risorse naturali proviene, appunto, dal Congo. Questa volta diciamo “no” a tutti, dobbiamo incontrarci per porre fine all’IMPERIALISMO, è giunto il momento di batterci per il nostro Paese. Ed è notevole che la linea retta che intraprenderà la Repubblica Democratica del Congo comporterà il cambiamento di tutta l’Africa: e il mondo cercherà di adattarsi per un buon funzionamento globale non più egocentrico né egoista. Ricordate: “L’Africa ha la forma di un revolver e il grilletto è la RDC”. E’ ora che gli africani prendano il loro destino in mano. Combatteremo gli  spari dell’Occidente e le loro marionette impiantate per decenni nel nostro continente. Ricordate questa inversione di potere. Adam Buapua.

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One Reply to “La realtà sulle urne elettorali che scuotono il mondo occidentale”

  1. Sei bravissimo.
    Questo è giusto il programma di nuovo Presidente che vuole il benessere del popolo Congolese.
    Corragio Adam.
    Vivaaa Félix Presidente viva Congo libero

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