Fatshi! Un nuovo stile, una nuova immagine del capo di stato, un nuovo discorso

Nel messaggio dell’8 settembre scorso al popolo, ai leader, alle nuove autorità, il presidente Felix Antoine Tshisekedi  (Fatshi, come si fa chiamare, abbreviando nome e cognome), ha chiesto di essere modelli di cambiamento: “Per coloro che sono responsabili della gestione degli affari pubblici: il primo segno visibile del cambiamento sarà il vostro comportamento, la vostra competenza nella gestione della missione che vi è stata affidata dal popolo congolese. Siamo al servizio esclusivo del popolo congolese e lavoriamo per l’interesse del nostro Paese “.  Sarà determinante per il Presidente ripetere più e più volte questo suo discorso. Felix Tshisekedi rivela e proietta una nuova immagine del capo di Stato nella RDC, umana: ha affermato di non essere Dio, ma un uomo, come i suoi concittadini – e nessuno andrà in prigione per averlo criticato. In lui c’è una semplicità, appunto, che snerva coloro per i quali il Capo deve essere un Dio di cui tutti sono al servizio secondo lo stile dei presidenti  – dittatori – che lo hanno preceduto.

Tshisekedi dice chiaro che ha qualità e difetti, punti di forza e di debolezza. Tiene un discorso incentrato su Congo, sui Congolesi, senza animosità verso le altre nazioni.
Un discorso che fa appello all’intelligenza di ognuno, alla solidarietà, alla capacità di cambiare. Un discorso che esalta l’amore reciproco senza discriminazioni fondate su tribù, etnie o religioni: la RDC dev’essere una sola casa per tutti i Congolesi. Un puro discorso patriottico, direi, anzi, un discorso patriottico puro.
Un discorso che si allontana dai cosiddetti discorsi nazionalisti in voga dall’Indipendenza ad oggi. Discorsi che servivano  per affermare le dittature, per legittimare dittatori che schiavizzavano la loro gente trattandola senza alcuna considerazione.

Fatshi, diamoci da fare, diamo quel che possiamo senza aspettare l’altro, senza aspettare e rimandare, per cambiare in meglio il nostro Paese. Il capo di Stato si rivolge a ciascuno di noi affinché portiamo la nostra “pietra di fondazione”.   www.monpourquoi.com

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